Ambiente di vendita

Il dato di riferimento, un nuovo valore grazie al Big Data

L’informazione si é convertita nel combustile in grado di sostenere ed accrescere il settore del retail. Oggi si stanno verificando grandi cambiamenti nell’ambiente socio-economico a causa del preponderante avvento delle nuove tecnologie. Queste innovazioni, a loro volta, hanno modificato il modo di comportarsi del consumatore ed i dati sono un fattore chiave in grado di supportare coloro che hanno la necessitá di comunicare con i “nuovi” consumatori sempre piú esigenti ed autonomi. Dall’altro lato, tutti i cambiamenti che si sono verificati nella struttura del negozio e delle attivitá commerciali si sono verificate grazie a questo nuovo ambiente. Stiamo parlando dell’ omni-canalitá una nuova organizzazione dell’offerta che pone il consumatore al centro di una strategia di marca multicanale facendola cosí diventare omni-canale. Per mandare in porto efficacemente questa strategia sono di nuovo necessari i tanto acclamati dati.

Nonostante ció, bisogna precisare che le informazioni null’altro sono che dati e non conoscenza e per fare in modo che il retail funizoni in maniera intelligence é necessaria una conoscenza critica. Perció, per produrre queste nozioni sono necessarie soluzioni e strumenti tecnologici in grado di raccogliere, categorizzare, elaborare ed analizzare i dati.

É in questo contesto che entrano in scena i Big Data, un insieme di dati (macro-dati e micro-dati) que vengono strutturati attraverso precisi algoritmi che generano conoscenza e che, di conseguenza, permettono al retailer di orientare le loro strategie future con criterio.

Il termine Big Data fu coniato dal direttore di redazione della rivista Wired nel 2008 con la pubblicazione del suo articolo “The end of the theory: the data deluge makes the scientific method obsolete“. Questo articolo segnò il passaggio dall’uso indiscriminato dei dati tramite i quali i retailers han potuto teorizzare e creare le loro prime ipotesi di crescita ad un uso di dati intelligenti a partire dai quali si può attuare un conoscimento critico.

E fu così che entrammo nell’era dell’informazione in cui il Big Data è protagonista assoluto. È caratterizzato per la sua velocità, il volume e la varietà di tutti i dati correlati.

Seconodo le conclusioni dello studio elaborato da Foster Consulting per Xerox, il 91% delle imprese retail europee valutano la possibilitàa di utilizzare le tecnologie retail per i Big Data nei prossimi due anni per migliorare la relazione con i clienti tanto nell’area retail quanto nel consumo.

Attualmente e in forma ricorrente ci arrivano news rigurdati il così detto “Internet of Things” ovvero oggetti usati nella quotidianitá collegati fra loro tramite la rete web che potenzia le loro capacitá e funzionalitá. È tramite questi tipi di dispositivi tecnologici che è possibile l’analisi del Big Data, Nel caso del retail, i contatori di traffico intelligenti possono essere considerti la tecnologia più rinomata tra altri dispositivi quali, per esempio, i beacon, il segnale wifi, etc. Tramite il trattamento dei dati che questi dispositivi maneggiano e gestiscono attraverso programmi e softwares, le imprese più innovative generano conoscenze che si convertono rapidamente in valore aggiunto per il loro negozio.

Però con l’avvenire dell’esponenziale evoluzione tecnologica, TC Group ha voluto esserne il responsabile e inoltre fare un passo avanti. Raggiungendo quel qualcosa in più che apporta un valore aggiunto, TC Group oggi offre ai suoi clienti un’intelligenza competitiva con la creazione di un nuovo dato che risulta dal lettore dato che processa i Big Data. Si tratta del ‘dato di referenza’ o il valore medio al quale i retailer fanno riferimento per confrontare i propri dati e sapere se si stanno al di sopra, al di sotto o in linea con la media del settore, della sua città ed addirittura della strada.

Alla radice di questo dato nasce dal primo Rapporto Big Data sul Comportamiento del Consumatore 2015 que l’impresa tecnologica TC Group va a lanciare il prossimo mese di Luglio con lo scopo di impegnarsi in un settore in cambiamento nel quale i suoi attori hanno bisogno di strumenti di analisi per comprendere obbiettivamente qual è la sua reale posizione e sviluppare strategie d’azione adeguate. Il Rapporto Global del Comportamiento del Consumatore è stato reso possibile dai milioni di dati raccolti dalla rete di più di 10.000 sensori che TC Group installò nei negozi di più di 20 paesi del mondo intero.

I nuovi indicatori chiave che son stati contemplati per la realizzazione di questo primo studio son il Costo per Cliente Potenziale, il Tasso di Penetrazione ed il Tasso di Conversione.

Il Costo del Cliente Ponteziale è il risultato della combinazione del numero di persone o clienti potenziali che passano ogni mese davanti ad una posizione, con il costo mensile dell’affitto del locale. I retailers, quando pianizzano un’espansione fuori da un territorio conosciuto, che solitamente son la sua città o paese d’origine, urge la necessità di disporre di dati obbiettivi sopra il traffico pedonale, per sapere cuali son le strade più transitate e quelle che offron un maggior e più redditizio CCP.

Quindi saltiamo al nuovo indicatore che è il Tasso di Attrazione che ci permette sapere quanti di questi pedoni sono entrati nel negozio? Una strada può essere transitata per diverse ragioni: può essere una strada di passaggio o d’accesso di alcuni stabilimenti, possono esserci i trasporti pubblici vicini, una scuola, o un distretto di uffici, o di ristoranti, ecc. Però l’unica cosa importante per un commerciante è il fatto che è frequentata per lo shopping. Perciò, devono essere capaci di misurare l’intenzione di compra dei pedoni che circolano per la strada.

Per ultimo, quello che più interessa ai retailers è il “convertire” questi clienti potenziali, che già riuscirono a conquistare facendoli entrare nel loro commercio, in clienti reali. Ed è così che calcoliamo il famoso Tasso di Conversione. Un dato imprescendibile visto che realizzando l’operazione inversa si ottiene il totale dei possibili clienti che se sono andati dal negozio senza comprare, un dato molto interessante, che solo con gli scontrini di cassa è impossibile controllare.

Cosí che, ancora una volta grazie alla tecnologia, i retailers possono risolvere molti dubbi e preoccupazioni diarie. Ora hanno nel loro armamento uno strumento poderoso per prendere deicisioni e competere con gli altri player nel mercato della vendita al dettaglio e del consumo. I Big Data sono arrivati per restare e TC Group é l’impresa responsabile di tutto questo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *