Interviste

Intervista a Carles Torrecilla, Professore Titolare del Dpt. di Direzione Marketing di ESADE

Questo mese abbiamo intervistato il Professore e Dottore di ESADE, Carles Torrecilla “una delle voci piú autoritarie nel settore marketing di questo paese”. In questa intervista, Torrecilla ci racconta del valore dei dati e delle conoscenze apportate dal Big Data per il settore del retail. Questa celebrazione dei Big Data come valore aggiunto nel retail arriva giusto nel momento in cui TC Group Solutions lancia il primo Rapporto Big Data sul Comportamento del Consumatore 2015.

Nel blog di ESADE ti citano come ‘una delle voci più autorevoli del marketing di questo paese’, ora puoi presentarti?

Come professore mi laureai in marketing ed investigatore di mercato, però in ESADE i professori fanno quello che spiegano e spiegano quello che fanno, al contrario io ho un’altra esperienza non teorica ma molto pratica come investitore e imprenditore di diverse imprese di retail, software, turismo cosi come la parteciapzione in consilgi d’impresa che mi ampliarono la visione trasversale del mondo imprenditoriale.

Recentemente, ha collaborato con TC Group per l’elaborazione del Rapporto Big Data sul Comporatmento del Consumatore 2015. Puoi presentarci questo nuovo rapporto, a chi è diretto e qual è stato il ruolo di TC Group?

Questo rapporto presenta la verità riguardo le nostre strade commerciali e la condotta a livello aggregato come un esempio del settore in modo tale da renderci conto delle possibilitàa che ha ogni negozio.
Il lancio è programmato per il prossimo 7 luglio, attraverso un lavoro ingente con i dati del 2015 che continua ad essere valido dato che la nostra condotta evoluziona a poco a poco però senza fermarsi. Sarà il segnale di partenza per una serie di rapporti che verranno aggiornati per creare il film del retail.
TC Group ha lavorato anni raccogliendo informazioni, metodologia e sistemi per poter aiutare ai direttori d’espansione del retail, coloro che pianificano le previsioni di vendita in maniera professionale ed inoltre i gestori d’immobili che sapranno il potenziale commerciale reale di ogni locale per tutto il settore del retail.

In cosa è innovatrice la fonte di Big Data proposta da TC Group per il settore del retail?

Proporziona tutte quelle informazini che se qualcuno ci chiede e non sappiamo ci vergoniamo. Quelle informazioni che se facciamo un passo indietro diciamo che sono imprescindiibbli per prendere decisioni. Però diariamente gli alberi non ci lasciano vedere il bosco e siamo siempre più dipendenti dalla quota di mercato che i dati possono realmente aiutare a migliorare.

Il Big Data è il ‘plan B’ per qualunque retailer?

Al momento sì, però tra non molto saranno il piano A. In un mondo tanto complesso già non possiamo pretendere di semplificarlo perchè sarebbe solo un esercizio teorico ridicolo. I direttori antiquati ancora credono di avere in mente la logica di tutti i lroo mercati. Altri sono dubbiosi e credono che sarebbe meglio verificare le loro intuizioni e usano i dati come il Piano B, però ai migliori si vergognano di fare qualsiasi tipo di affermazione generica basate su dati che non sono accompagnati da un sistema di dati interconnessi.

Nell’articolo del rapporto parla dei rabdomanti, gli incantatori che si fidano delle teorie esoteriche, ed insiste su ció che succede se si fa uso di metodi empirici e se si prendono decisioni a partire dai dati obbiettivi, oggigiorno, che tipo di retailer continuano a fidarsi degli indovini?

Coloro che non si sono professionalizzati e non hanno subito il cambio generazionale. Anche coloro che vedono la crisi come qualcosa esterno e non come una opportunitá per reinventarsi. Sono gli stessi che non hanno piani rigaurdanti la carriera del proprio personale e nemmeno piani di formazione, sono imprese che ancora sognano il ritorno del secolo XX. Di solito sono anche business che maneggiano denaro nero o evadono il fisico visto che i loro risultati non sono soggeti ad analisi se non ad operazioni falsificate. Quando mancano professionaliá e dati: indovini.

Come crede che si svilupperá il Big Data nel settore del retail?

I retailer che sapranno gestionare i dati si potranno integrare nella catena dei valenti, apportando competenze e capacitá e di conseguenza traineranno la crescita dell’industria 4.0, delle Smart Cities e dell’ “Internet of Things“, etc. Coloro che resteranno fuori, spariranno facendo scalpore od in silenzio peró tutti li guarderanno con pena e nostalgia, como qualcosa che appartiene al passato.

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