Ambiente di vendita

Quali sono i buoni propositi per il retail del 2017?

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Secondo un report rilasciato da Moody’s a metá Dicembre il settore del retail d’abbilgliamento non subirá grandi sconvolgimenti. Infatti si aspetta una crescita che varia dal 6% all’8% condotta dai canali che comunicano direttamento coi consumatori e dalla crescita internazionale.

Il traffico pedonale si prevede debole durante tutto l’anno, e ció potrebbe causare la dipartita di grandi retail quali l’americana Wal-Mart che dava giá degni di cedimento lo scorso anno.

Perció in primis, si puó affermare che il 2017 non sará altro che un 2016 amplificato. Per spiegarci meglio, significa che tutto verrá migliorato ma a piccole dosi. Un esempio é il fatto che ormai il concetto di omnicanalitá é obsoleto perché da ora in avanti ogni esperienza di shopping dovrebbe aver come valore l’omnicanalitá per definizione. É il momento giusto per effettuare cambiamenti e pensare fuori dalle righe perché il mercato dell’abbigliamento é saturo e si stanno cercando innovazioni in grado di dare una forte scossa e intraprendere una ripresa nel retail fisico e digitale.

In secondo luogo, di conseguenza al lento declino dei classici grandi magazzini nuove idee e concetti di retail stanno subentrando. Un esempio é la nuova marca di moda dalle stampe caleidoscopiche Maison About che in Piazza Gae Aulenti a Milano ha aperto un negozio in cui mostra e vende tutta la collezzione dalle t-shirt al capo da sera piú costoso ed in aggiunta offre cibo e bevande preparate al momento con prodotti locali a seconda dell’ora del giorno. Anche Bonobos un retail di moda maschile che ha convertito il classico formato del negozio in showroom. Ora i clienti possono provare tutti i capi presenti ma per acquistarli devono completare la compera su Internet. In questo modo il retail limita gli spazi perché non ha bisogno di magazzino e di conseguenza diminuisce i costi d’affitto.

Come terzo punto, rimane importante la personalizzazione e la customizzazione dell’esperienza d’acquisto. Questo adattamento dei beni e dell’offerta al cliente specifico é dovuto alla necessitá di attrare i clienti all’interno degli spazi brick-and-mortar. Per fare ció ed ottenere dei risultati positivi i retailer si avvalgono di intelligenze aritifciali che sono in grado di raccogliere dati riguardo al comportamento del cliente, analizzarli ed agire di conseguenza.

Questa presa di posizione della tecnologia negli spazi offline porta al quarto punto che consiste nel cosí detto negozio intelligente ovvero lo spazio commerciale che si avvale dell’integrazione fra tecnologie avanzate per permettere al cliente di provare la miglior esperienza di vendita possibile. Un esempio é il nuovissimo formato del negozio per la spesa di Amazon, chiamato Amazon Go che fa a meno dei POS grazie ad un sistema di iscrizione al sito. Ció dimostra la possibilitá di portare l’innovazione all’estremo in settori retail quali la gastronomia.

Per concludere, al numero cinque non poteva mancare una mezione agli smartphones, i protagonisti della crescita dell’e-commerce che certo non si fermeranno nel 2017. Infatti, mentre il retail offline e digitale approfitteranno dei dati raccolti dai clienti per migliorare l’esperienza di compera, i consumatori hanno nelle loro mani uno strumento che gli permetterá non solo di scegliere cosa e come compare ma anche da dove effettuare l’acquisto.

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