Ambiente di vendita

Lo smartphone: un’arma a doppio taglio nel retail

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Ultimamente, si sente molto parlare della crisi del settore della vendita al dettaglio. Si dice che la causa sia la digitalizzazione, che ha permesso ai clienti di informarsi liberamente e scoprire la verità su certi brand. Eppure, anche i Millennials hanno la loro parte di colpa: sono così suscettibili ai cambiamenti e incentrati sui loro bisogni, che i retailers devono fare di tutto per attirare la loro attenzione. In ogni caso, c’é un elemento che accomuna questa decadenza, ed é lo smartphone.

La tecnologia mobile ha fatto sì che il mondo si trasformasse in un enorme centro commerciale senza nessuna barriera od ostacolo. Molte catene online devono il loro successo alla strabiliante accessibilità dei contenuti web via telefonino. I consumatori usano il proprio cellulare costantemente tutti i giorni. Lo smartphone è divenuto un elemento imprescindibile per il consumatore moderno.

Amazon lo sa bene, infatti, é il primo in categoria quando si tratta di ‘webrooming‘. Il webrooming é un fenomeno nato con l’arrivo dell’e-commerce, e si tratta della pratica tipica dei consumatore di paragonare qualsiasi prezzo che trovano all’interno di un negozio fisico con la competizione online.

Tutto ciò crea mette in difficoltà il retail, che si trova a dover competere con le infinite possibilità di scelta che hanno i consumatori online. Non solo in termini di prezzi, ma anche per quanto riguarda la disponibilità di taglie, colori, misure, modelli, ecc. Infatti, un magazzino di un negozio non potrà mai competere con il centro rifornimento di un e-commerce.

Nonostante ciò, lo smartphone ha anche dei risvolti positivi per i retailers. Infatti, molte tecnologie retail introdotte recentemente nell’ambiente industriale permettono di raccogliere un’enorme quantità di dati sul comportamento del consumatore all’interno ed all’esterno del punto vendita.

Tra di esse la possibilità di usare tecnologie beacon. I beacons sono dispositivi che utilizzano il bluetooth per inviare notificazioni personalizzate al dispositivo portatile del cliente, non appena questi varca la porta del negozio. In aggiunta i retailers possono avvalersi di uno specifico router Wifi che permette di identificare quei dispositivi che si sono già connessi alla rete Wi-Fi, e quindi quei consumatori che hanno già visitato il negozio. Queste informazioni sono utili per calcolare il livello di attrazione del retail e il grado di fidelizzazione dei clienti.

E questo é solo l’inizio. Farfetch sta sviluppando uno ‘Store of The Future‘ in cui lo smartphone funziona come dispositivo di raccolta. Infatti, é la piattaforma su cui il consumatore riceve tutte le informazioni riguardo agli indumenti provati nel negozio e quelli cercati su internet. Di conseguenza il retailer avrà la possibilità di capire quali sono i prodotti che vendono di più e le offerte che funzionano meglio.

In conclusione, é vero che lo smartphone é un dispositivo che ha causato molti problemi al retail, ma é anche vero che una volta scoperte le sue potenzialitá e se sfruttate nel modo corretto, lo smartphone puó essere lo strumento chiave per la raccolta dei dati sul consumatore e, di conseguenza, per migliorare le vendite del negozio.

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