Ambiente di vendita

Il retail sposa l’intrattenimento

retail-intelligence-entertainment.jpg

Quando i consumatori varcano la porta di un negozio, non entrano solo per comprare un prodotto. Chiunque può essere in grado di vendere qualcosa in base alle necessità della clientela, ma il bisogno non è più la motivazione chiave del processo di acquisto. I consumatori si aspettano di più, vogliono emozioni e qualcosa che riesca a sorprenderli. Ed é qui che entra in gioco l’intrattenimento, l’elemento che devono saper sfruttare i retailers per costruire qualcosa che vada al di là di un semplice punto vendita.

Secondo uno studio realizzato da Verde Group, ciò che veramente manca nel settore del retail è la mancanza generale di varietà in termini di punti vendita e negozi. Oggi sono tutti molto simili tra loro, specialmente nel settore della moda e fast fashion, dove i clienti passano in secondo piano, ed tutto è incentrato sulla logistica e sull’organizzazione della merce. Questa mancanza di novità è una delle cause del calo delle vendite, aggravata dall’uso sistematico dell’e-commerce e dalla poca attrazione che suscitano i negozi odierni.

In questo contesto, il retail sta cercando di reinventarsi usando il concetto di “retailteinment“. Si tratta dell’unione delle parole ‘retail‘ ed ‘entertainment’ ovvero intrattenimento, che identifica una spazio di vendita che offre un’esperienza che non può essere sostituita in alcun modo dalla compera online. Il “retailteinment” si identifica in spazi plurifunzionali dove l’acquisto di prodotti è solo una delle tante opzioni, ed è un approccio interessante per ottenere che nuovi clienti entrino nel negozio, ma anche per conservare i consumatori già leali.

Hamleys, lo storico negozio di giocattoli londinese, é un classico esempio dell’applicazione del “retailteinment“. All’entrata dei punti vendita Hamleys sono sempre posizionate delle mascotte che invitano le famiglie a passare davanti al negozio, dare un’occhiata alle vetrine ed entrare per scoprire le offerte del momento. Una volta all’interno del punto vendita, è facile rimanere sbalorditi dalle immense torri fatte di Lego, dalle bolle di sapone giganti che riempiono il negozio, o da uno dei numerosi eventi che si svolgono all’interno. Insomma, sembra di essere arrivati alla Bottega delle Meraviglie di Mister Magorium. Anche il negozio di M&Ms a New York, sta adottando il “retailteinment“. La shopping experience all’interno del loro punto vendita riflette tutti i valori del brand: divertimento ed emozioni. Ma, quello che più conta, è che non è possibile entrare in uno di questi due negozi ed uscire a mani vuote.

Infatti, grazie alla creazione di un intrattenimento variato e alla disponibilità di diverse offerte, il retail è in grado di aumentare il traffico nel negozio e, allo stesso modo, aumentare il tempo di permanenza dei potenziali clienti all’interno del punto vendita. Il “retailteinment” aiuta ad accrescere il traffico pedonale, aumentare gli acquisti per persona e, di conseguenza, aumentare anche il rapporto di conversione.

In generale ha un impatto positivo sull’intera gestione del retail.

Fonte: Global Real Estate Experts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *