Ambiente di vendita

Il lungo camino della digitalizzazione nel retail

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Le aziende tessili sono quelle che, dal prossimo anno, investiranno più capitale nel digitale, seguite a ruota da aziende alimentari e beni di consumo per la casa.

Recentemente, è stato presentato a Barcellona uno studio sulla trasformazione digitale nel mondo del retail, organizzato dall’associazione dei commercianti catalani (Comertia) con la collaborazione dell’università di economia Escodi.

Durante la presentazione dello studio, Joan Carles Calbet, presidente di Comertia e principale responsabile della Calbet Electrdomèstics, ha voluto porre l’accento il valore del ruolo del commercio locale, che paga le tasse e che deve fare i conti ogni giorno con una concorrenza sleale (internet, multinazionali etc.)

Da parte sua, la direttrice di Escodi, Núria Beltran, ha fatto riferimento ad uno studio realizzato nel 2017 su 169 aziende rappresentate da 3.820 punti vendita e circa 5.435 impiegati lavoratori in Catalogna.

Il 26.5% (la maggioranza netta) delle aziende in questione si occupano di moda. Le aziende tessili, dunque, sono quelle che invertiranno più capitale negli strumenti digitali, specialmente in soluzioni che permettano di ottenere statistiche stagionali del passaggio di persone in una specifica posizione, valutazioni del traffico pedonale per identificare i vantaggi e/o i rischi di una posizione, prevedere i clienti potenziali, stabilire nuovi criteri di valutazione e determinare in anticipo gli sforzi delle vendite, con il fine di aumentare gli ingressi del negozio.

Lo studio

Grazie alla presentazione di questo studio, siamo stati in grado di vedere come le aziende hanno deciso di investire nel digitale ed anche altri dati importanti. Sappiamo per esempio che l’87.71% degli intervistati possiede un blog ed un 50% anche un negozio online.

Nel caso delle aziende con un solo punto vendita fisico sappiamo che guadagnano circa un 30% in meno. Per quanto riguarda le reti sociali, l’84.9 % utilizza Facebook, mentre solo un 55.9% Instagram. Il terzo posto lo occupa Twitter, con un 39.5%. Per quanto riguarda gli strumenti di promozione per comunicare con il cliente, vince la newsletter con un (51.8%), seguita a ruota dai programmi di fidelizzazione (39.4%) e dai blog (29.9%). Solamente il 14.6% utilizza la chat (Whatsapp, ad esempio). Per quanto riguarda l’utilizzo di dispositivi digitali in punti di vendita fisici, circa il 41% delle aziende in questione non ne fa uso: il 21% utilizza tablets e codici QR, il 19% pagamenti rapidi, il 16.3% utilizza un contatore di persone e solo un 13% degli schermi interattivi.

La principale finalità di questi dispositivi è aumentare le vendite, ma per il 21.6% questa tecnologia ha semplicemente la finalità di tenere sotto controllo lo stock, per il 20.9% offrire promozioni e per il 13.4% regalare una migliore esperienza di compera.

È inoltre curioso scoprire che solo il 38.8% degli intervistati non utilizza nessun tipo di tecnologia per aumentare le vendite. Per quale motivo?

Lo studio rivela che i principali freni alla digitalizzazione del commercio fisico sono dati dai costi d’istallazione, dalla mancanza di personale e dalla parziale ignoranza sul tema. Infatti, sembra che meno del 35% delle aziende investa nel migliorare il posizionamento online e, quelli che lo fanno, non amano spendere molto. Inoltre, richiama l’attenzione che, il 51% delle aziende che ha investito in strumenti di digitalizzazione nel retail, non ha visto veri miglioramenti nelle vendite.

Nell’incontro, si è dato anche rilievo all’importanza di disporre di dati per poter lavorare con coscienza: la necessità di innovazione, formazione e flessibilità nel commercio è fondamentale ma non è possibile rinunciare al digitale .

Le Aziende devono poter esplorare cosa succede nei loro punti vendita, in modo da poter capire il comportamento del flusso dei loro clienti e trovare efficaci modi per incrementare i profitti, l’efficienza delle Tc Groups Solutions offre dispositivi che permettono di conoscere ed analizzare, con precisione, le statistiche stagionali del passaggio di persone in una specifica posizione, 24 ore al giorno e per fasce orarie.

Per aiutare le aziende in questa sfida, TC Group Solutions ha sviluppato un’ampia offerta di soluzioni di Retail Intelligence®, adattabili e personalizzabili alle esigenze dei clienti.

La valutazione del traffico pedonale aiuta ad identificare i vantaggi e/o i rischi di una posizione, a prevedere i clienti potenziali, a stabilire nuovi criteri di valutazione (Costo per Cliente Potenziale, CCP), a determinare in anticipo gli sforzi delle vendite, a concentrare le attività pubblicitarie nelle ore o giorni della settimana più adatti, aumentando il business del negozio.

www.comertia.net/cas/www.escodi.com/es http://www.pinkermoda.com/digitalizacion-retail/

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