Ambiente di vendita

L’evoluzione del retail

tim-wright-149233

In questa breve storia dell’evoluzione del retail, si prende in considerazione una lunga fascia di tempo che va dal 1800 fino ad oggi. Si è cercato di identificare e osservare i differenti aspetti dell’esperienza di compera che hanno caratterizzato lo shopping in tutti questi anni: l’aspetto del negozio, l’atmosfera, i servizi offerti al cliente, le vetrine ed anche le opzioni di pagamento.

  • 1800-1899

I grandi magazzini trasformano radicalmente l’esperienza del cliente, rendendo finalmente le persone autonome nel negozio. È possibile toccare vestiti ed oggetti, i prezzi sono unici e le etichette presenti sul capo d’abbigliamento non li obbligano a servirsi del personale del negozio; nei camerini è possibile provarsi i vestiti e vedere come rimangono indosso a un’altra persona.

I clienti ricevono per la prima volta informazioni sui nuovi prodotti grazie alle promozioni. È appena nato il consumatore moderno. Con la proliferazione dei grandi magazzini, l’atto di comprare si trasforma in una attività leggera e rilassante. Nel al finale del secolo XVII.

Nell’auge delle gallerie e con la nascita dei primi bazar, i negozi rappresentano una connessione fra l’arte ed il commercio.

  • 1900-1919

I rivenditori del settore alimentare trasformano l’esperienza dei clienti, facendo in modo da renderli indipendenti: in questo periodo nasce il primo negozio self-service della storia. Inoltre, grazie alla gestione logistica, i commercianti riescono a vendere di più e più rapidamente.

Parallelamente, i retailers rendono il loro rapporto con l’arte, la vendita ed il tempo libero più forte: un negozio francese del principio del secolo XX inizia ad offrire servizi di salone di bellezza, lezioni di cucina ed un salone musicale (esperienza che, ancora oggigiorno, piace molto ai consumatori).

In questa epoca, la pubblicità inizia a farla da padrone. Nel 1908, il negozio Mitsukoshi installa un cartello sulla cima del monte Fuji, trasformandosi nel numero uno dei grandi magazzini in tutto il Giappone.

  • 1920-1939

Gli anni venti danno il via all’esplosione dei sensi: si incorpora la musica natalizia nelle vetrine e dentro i negozi, la vendita al dettaglio prende il cammino delle emozioni.

Per quanto riguarda il settore distributivo, diventa popolare il concetto di supermercato e si rivolge maggiore attenzione ai prezzi competitivi. Nel 1936 sono utilizzati, per la prima volta, i carrelli della spesa.

  • 1940-1969

È l’età d’oro del consumo di massa: l’esperienza dei clienti si concentra su varietà e dimensioni. , Nascono i primi ipermercati in Francia e negli Stati Uniti grazie all’uso molto più diffuso dell’elettricità. La creazione degli outlet accelera la comparsa dei prezzi competitivi.

  • 1970-1999

I consumatori diventano ogni giorno più esigenti. Questa è la seconda età dell’oro del marketing sensoriale, illustrata alla perfezione da firme come Abercrombie & Fitch che include odori, schermi e musica ai suoi negozi, creando un’atmosfera unica ed incredibile.

IBM inventa il touch screen nel 1972, che inizierà ad adottarsi nei negozi intorno all’anno 2000.

Negli anni 90 , Nike inventa un concetto che trasformerà per sempre le aspettative dei consumatori: Nike ID, la possibilità di personalizzare le tue scarpe da ginnastica o qualsiasi altro accessorio. Amazon ed eBay nascono in questo periodo. La musica è sempre più utilizzata in negozi ed attività.

azat-satlykov-369974

  • 2000-2010

Per continuare ad attrarre i clienti, si scoprono nuovi modi per fare shopping da web e smartphone. La firma Comme de Garçon apre il suo primo Pop-Up Store a Berlino nel 2004, inventando un nuovo concetto di store che presto sarà adottato da ogni firma. Fidelizzare il cliente si trasforma nel centro della stategia dei retailers.

  • 2011-2016

I confini tra il commercio fisico e l’e-commerce si sono fatti più deboli, le marche sviluppano strategie cross-channel tra realtà online e offline, mentre i giocatori online come Google o Amazon inaugurano i loro primi negozi fisici. È giunto il momento per le firme di comunicare con i propri consumatori attraverso reti sociali. I robot iniziano ad apparire sul web e nei punti vendita.

  • E il negozio di domani?

Entro il 2050, tre miliardi di persone popoleranno la terra, con i due terzi di essi che vivranno in aree urbane. L’innovazione nel settore del retail dovrà affrontare nuove sfide: l’impatto ambientale del modello distributivo e di produzione attuale, la scarsità di prodotti e le nuove tecnologie.

Ciò porta a due tendenze fondamentali: il trasferimento della produzione e la produzione su piccola scala, grazie alla stampa 3D.

L’obiettivo sarà quello di produrre su richiesta, piuttosto che in grande scala; affittare, piuttosto che acquistare; riparare, piuttosto che rinnovare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *