Ambiente di vendita

La tecnologia nel futuro del retail

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Secondo diversi studi, gli strumenti digitali possono aiutare il commercio al dettaglio a sopravvivere. In questo periodo, il settore del retail in Italia si basa sull’analisi dati, con uno sguardo attento a soluzioni più creative, come, ad esempio, la realtà aumentata.

Per il retail fisico, la trasformazione digitale va molto più in là rispetto quello online: il mondo della tecnologia offre più di uno strumento per conoscere meglio i propri clienti ed offrire loro esperienze innovative che permettano di migliorare l’engagement. E questi benefici hanno sì un impatto sull’ambiente digitale, ma anche sui negozi fisici.

Molte aziende hanno raddoppiato i loro sforzi nel cloud computing e nei progetti di trasformazione digitale delle imprese. Una tra questi è il brand di lusso Prada, che lavora sull’utilizzo di Big Data per personalizzare l’esperienza di acquisto, e la catena di supermercati Coop, che indaga su come la disposizione degli stabilimenti possa aiutare a mantenere i loro clienti più giovani.

Stampanti 3D, camerini virtuali, realtà aumentata, casse mobili, personalizzazione attraverso Internet…le possibilità sono infinite. Ogni azienda deve scegliere le soluzioni che le consentano di ottenere un ampio guadagno e migliorare l’esperienza del cliente. La chiave, in tutti i casi, sta nel sapere come utilizzare gli Smart Data.

In Italia, le tecnologie con la maggiore diffusione nel settore del commercio al dettaglio sono quelle del business intelligence (nel 55% delle aziende), seguite dal cloud computing (41%), Internet of Things (21%), intelligenza artificiale (14%) e CRM (9%). Solo l’1% delle aziende ha optato per la creazione di un data lake, o repositorio centrale di dati, che fornisce informazioni omogenee a tutti gli strumenti tecnologici (CRM, analisi dei social network, pubblicità online, ecc.). Prada, ad esempio, prevede di implementare il proprio data lake l’anno che viene, al fine di comprendere meglio le esigenze del proprio pubblico.

L’82% dei dettaglianti italiani ha iniziato la propria trasformazione digitale, il 13% però, solo nell’ultimo anno. A medio termine, entro il 2020, Gartner stima che cento milioni di consumatori compreranno utilizzando soluzioni di realtà aumentata.

Per i retailers, è meglio non rimanere indietro e cercare di aggiornarsi: i risultati non possono che essere positivi.

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