Ambiente di vendita

Incentivare il lavoro nel retail: il personale 3.0

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Il futuro del percorso d’acquisto è multicanale: i clienti vogliono la possibilità di accedere al prodotto sia online che offline. Di conseguenza, il negozio fisico si sta velocemente trasformando in una realtà ibrida, a metà tra un magazzino e uno store online.

Amazon è stato soltanto il primo della lista, perché ha iniziato un percorso che si è subito trasformato in tendenza fondamentale per tutti gli altri retailer, introducendo una nuova forma di fare business, il cosiddetto “click&mortar“. Bezos ha rapidamente capito che, per avere successo, il negozio fisico ha bisogno di essere integrato da una presenza digitale e viceversa, alla ricerca di una strategia mista, che possa creare esperienze che in precedenza erano impossibili.

Nell’ultimo periodo, Ikea ha avuto molto successo sia nelle vendite online che in quelle offline, ma continua a puntare sul negozio fisico, senza smettere di innovare: in Polonia, per esempio, ha messo a disposizione dei clienti, di forma gratuita, un intero spazio grande circa 1,873 m² completamente arredato e disponibile per chiunque voglia prenotarlo o usarlo privatamente per feste o eventi. Questa idea ha permesso al colosso svedese di aumentare le vendite di un 20%. Niente male, no?

Ikea, e molte altre aziende, stanno concentrando i loro sforzi per creare esperienze mai viste prima. Come tali, queste iniziative richiederanno la mano di un personale di negozio esperto e preparato.

Quali sono dunque le caratteristiche da cercare in un personale di negozio 3.0?

  1. Tech addict

Ci pensate che è possibile acquistare i libri di Amazon direttamente leggendo il titolo ad Alexa o all’assistente vocale del tuo smartphone? Sono finiti i tempi in cui in negozio era tollerato un minimo livello di ignoranza: i clienti moderni pretendono una competenza totale del personale in negozio, soprattutto nell’assistenza tecnologica.

Qualunque sia il problema, lo staff dovrà saper aiutare l’acquirente in modo, diretto, consapevole ed efficace. Se non è in grado di farlo, allora probabilmente verrà persa un’opportunità di vendita, danneggiando irreparabilmente il brand.

  1. Venditore nato

I brand puntano sulla strategia dello showrooming: trasformare i negozi fisici in scatole di esperienze e continuare a incentivare la vendita in-store, nonostante poi il prodotto poi sarà consegnato al cliente in seguito, direttamente a casa sua.

I clienti riceveranno notifiche push con offerte speciali e personalizzate se completano una vendita prima di lasciare il negozio. I dipendenti bravi nelle vendite potrebbero essere muniti di codici sconto speciali da utilizzare per incoraggiare i clienti a comprare. Utilizzando questa tecnica, lo staff sarà davvero in grado di dare una svolta alle vendite, dando un tocco umano a quello che normalmente sarebbe stato solo un annuncio pop-up.

  1. Social butterfly

Il modello e l’estetica dell’Apple Store è stato imitato da molti, anche da Microsoft e Samsung. Tuttavia, nessuno dei due brand è riuscito a creare l’energia e a catturare l’attenzione dei clienti come l’architettura il design minimalista di Apple.

Apple ha fatto per anni ciò che altri brand stanno ancora pensando: eventi in-store unici e irripetibili in altri posti. Che si tratti di un breve corso su come modificare le foto su un Mac o di un seminario di suggerimenti e trucchi speciali per il tuo iPhone, Apple è stato pioniere nel fidelizzare i clienti e farli sentire a proprio agio con la loro tecnologia, trasformando i loro store in posti dove i consumatori si sentono a casa propria.

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